S.E.R. Mons. Giuseppe Giuliano

Biografia

Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Giuseppe Giuliano nasce a Napoli il 28 giugno 1951 e ivi è battezzato il 2 luglio successivo, ma da sempre risiede al Rione Trieste di Somma Vesuviana, provincia di Napoli e Diocesi di Nola.
La sua è una famiglia serenamente credente: il padre, Michele, è amato e stimato medico, la madre, Elena, è casalinga. Dopo il primogenito, Giuseppe, nascono il fratello Mario e la sorella Maria, medico pediatra.
Terminata la Scuola Media, frequenta il Liceo statale di Ottaviano dove consegue la maturità classica.
Dopo studi universitari di medicina e il servizio militare, viene ammesso nel 1976 all’Almo Collegio Capranica in Roma ed è alunno della Pontificia Università Gregoriana per gli studi di filosofia, di teologia e di teologia morale.

Il 16 maggio 1982 viene ordinato presbitero nella chiesa parrocchiale di appartenenza, Santa Maria di Costantinopoli in Somma Vesuviana, dal Vescovo diocesano monsignor Guerino Grimaldi.
Negli anni di preparazione al presbiterato viene incaricato dell’animazione catechistica e della formazione dei catechisti presso il Centro Costanza Doria del Vicariato e collabora stabilmente al Centro Nazionale dei giovani di Azione Cattolica, soprattutto per la catechesi.
Già da diacono, nel 1981, viene nominato canonico della Cattedrale di Nola e assistente del Movimento Studenti di Azione Cattolica.

Rientrato in Diocesi nel 1983, è segretario del Vescovo, monsignor Giuseppe Costanzo e, contemporaneamente, Assistente diocesano degli studenti e dei giovani di Azione Cattolica, Incaricato diocesano della pastorale giovanile.
Dal 1983 ad oggi è Docente di teologia morale presso la Scuola Teologica Diocesana. Di questa Scuola – nel 1986, Istituto Superiore di Scienze Religiose – è nominato nel 1984, per un primo quadriennio, Direttore.
Dal 1984 al 1999 è assistente ecclesiastico del gruppo nolano dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità e, dal 1988 al 2003, del gruppo meridionale dei Missionari della Regalità.
Dal 1984 a tutt’oggi è richiesto per esercizi spirituali e ritiri, corsi di formazione e di aggiornamento teologico per laici, giovani e adulti, per membri di Istituti secolari, per religiose e religiosi, per seminaristi e sacerdoti.

Dal 1987 al 1994 è Rettore del Seminario diocesano e Direttore del Centro Diocesano Vocazioni.
Lasciata la direzione dell’Istituto Superiore nel 1988, viene nominato Assistente diocesano dell’Azione Cattolica.
Dal 1988 al 1995 collabora alla pastorale parrocchiale nella Masseria Ciciniello della parrocchia Santa Croce in Santa Maria del Pozzo in Somma Vesuviana.
Dal 1970 al 1975 era stato Docente di religione nelle Scuole medie statali di Sant’Anastasia e di Somma Vesuviana, e dal 1991 al 1993 lo è al Liceo classico di Ottaviano.
Dal 1991 al 1995 è assistente diocesano del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
Nel 1992 riceve ancora la direzione dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, con conferma nel 1996, per complessivi otto anni.
Dal 1995 a tutt’oggi è consulente ecclesiastico della sezione diocesana dell’Associazione Medici Cattolici.
Nel gennaio del 1996 viene nominato, dal Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana, Assistente centrale dell’Azione Cattolica Italiana per l’A.C.R., con conferma nel 1999.
Nel luglio del 2000 è nominato Cappellano di Sua Santità.
È stato, più volte, membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano.
Dal 2000 al 2005 è membro, per due trienni, del Comitato etico della ASL/Napoli 4.
Dal 2001 al 2009 è anche Docente di teologia morale fondamentale presso lo Studio Accademico in Nola/Sant’Angelo, Studio affiliato alla Facoltà di teologia della Pontificia Università Antonianum in Roma.
Dal novembre 2002 al giugno 2010 è direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano.
Il 29 giugno del 2003 riceve la nomina di parroco a san Giorgio Martire in Somma Vesuviana e il successivo 2 luglio vi inizia il ministero pastorale.
Nel novembre 2009 viene ancora richiesto e nominato assistente del gruppo campano-molisano dell’Istituto Secolare dei Missionari della Regalità di Cristo.
Dal gennaio del 2014 fa nuovamente parte del Consiglio presbiterale e, nel marzo 2014, viene nominato membro del Collegio dei Consultori.

Il 20 ottobre 2016 viene pubblicata la sua nomina a Vescovo di Lucera-Troia. Il 27 gennaio 2016 è stato consacrato nella Cattedrale di Nola. Il 4 febbraio 2017 ha fatto ingresso nella Diocesi di Lucera-Troia.

Ultimi aggiornamenti
Omelie ed interventi

 

Lo stemma e il motto

Nello scudo vescovile adottato da S. E. Mons. Giuseppe Giuliano, Vescovo di Lucera-Troia, appare al centro la Croce d’oro e gemmata, così come è raffigurata in un bassorilievo marmoreo custodito nella Cattedrale di Nola. Il riferimento è al Cristo Risorto, vincitore della morte, come mostra l’originale e inversa disposizione delle lettere che pendono dai bracci della Croce: l’Alfa, la lettera dell’inizio, segue, anziché precedere, l’Omega, la lettera della fine, ed è più “pesante”, al punto da far pendere il braccio: la vita dell’uomo e l’intera storia del mondo, infatti, dopo la Pasqua di Cristo “pendono” a favore della vita, quella vera, che viene dalla morte di Cristo ed è più forte della morte. Collocandola al centro dello stemma, mons. Giuliano intende proclamare Gesù Signore, centro della sua vita e del suo ministero: nel Suo Nome glorioso e nella Sua santa amicizia egli vuole vivere il suo episcopato nella Chiesa di Lucera-Troia.

La stella d’argento a otto punte (numero delle beatitudini) in campo azzurro, secondo l’antica tradizione araldica, simboleggia la Vergine Maria, madre di Cristo e della Chiesa; Stella maris (Stella del mare) è uno dei titoli più antichi per la Madonna. Stella maris è uno dei nomi di α Ursae Minoris (la stella polare) perché è stata utilizzata per la navigazione astronomica in mare fin dall’antichità. Il nome venne applicato alla Vergine Maria nella traduzione latina che san Girolamo fece dell’Onomasticon di Eusebio di Cesarea. San Girolamo fa derivare il nome di Maria dall’ebraico mar yam («goccia di mare»), in latino Stilla maris, da cui poi il poetico Stella maris, «stella del mare» (= stella polare).

San Pascasio Radberto nel IX secolo ha scritto di Maria Stella maris come di una guida da seguire sulla via a Cristo

«per non ribaltarsi in mezzo alle onde tempestose del mare».

Nel XII secolo san Bernardo di Chiaravalle ha scritto:

«Se i venti della tentazione crescono, se sei spinto contro gli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria; se sei sballottato sulle onde di orgoglio, ambizione, invidia, rivalità, guarda alla stella, invoca Maria; quando la rabbia o l’avarizia o il desiderio carnale assalgono violentemente la fragile nave della tua anima, guarda la stella, invoca Maria».

Il titolo, che si ritrova anche nel famoso inno Ave, Maris stella, è una invocazione a Maria come segno di speranza e come guida sicura per i cristiani. Inserendo la stella nel suo stemma, il Vescovo intende scegliere e invocare la santa Madre del Signore come luce e protezione per il nuovo cammino cui è stato chiamato.

Il giglio fiorito indica invece San Giuseppe, Santo onomastico del Vescovo e patrono della Chiesa universale. Nei lessici di iconografia cristiana allo Sposo di Maria viene sempre attribuita la verga gigliata, segno della sua elezione.
L’iconografia risale alla Storia di Giuseppe falegname riportata dagli scritti apocrifi (Protoevangelo di Giacomo e lo pseudo-Tommaso):

«Giuseppe a 89 anni, rimasto vedovo, venne chiamato dal sommo sacerdote insieme ai vedovi della Giudea, per scegliere tra di essi lo sposo della dodicenne vergine Maria. Ciascun vedovo consegna il proprio bastone che viene deposto nel Santo. Quando vengono ritirati, quello di Giuseppe appare fiorito e una colomba uscì dal bastone e volò sul capo di Giuseppe».

Ponendo nel suo stemma il giglio, mons. Giuliano esprime il desiderio di voler custodire la Chiesa affidatagli con la stessa paternità, discreta e forte, del Custode della santa Famiglia.

Il rosso, che in araldica simboleggia l’amore ardente verso Dio, il prossimo e la giustizia, richiama le virtù degli Apostoli e dei loro successori. L’azzurro, invece, è un voluto omaggio alle città di Lucera e Troia, i cui stemmi civici sono dello stesso colore.

Lo stemma, infine, è completato dai consueti contrassegni vescovili: la croce astile su cui è posto lo scudo e il galero verde con 12 fiocchi, disposti 6 per lato, con il cartiglio che riporta il motto

IN AMICITIA JESU CHRISTI

BLASONATURA

Inquartato rialzato di rosso e d’azzurro, alla croce bizantina pomata d’oro, gemmata ed impreziosita al naturale; dagli estremi del legno trasversale, posto in banda, pendono le lettere greche ω (Omega) e A (Alpha) del penultimo; è accompagnata nel cantone sinistro del capo (II) di una stella raggiante ad otto punte, ed in quello destro della punta (III), da un gambo fiorito di tre gigli, posto in banda, il tutto d’argento.
Lo scudo, accollato ad una croce astile d’oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3. Sotto lo scudo, nella lista bifida e svolazzante d’argento, il motto in lettere maiuscole di nero: “IN AMICITIA JESU CHRISTI”.