Mostra di arte e devozione per l'VIII Centenario della morte di san Francesco d'Assisi (1226–2026)

“I segni del Serafico”. Testimonianze e presenze nel nostro territorio

In occasione dell’Anno Francescano 2026, che ricorda gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, l’Ufficio diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto propone la mostra “I segni del Serafico – Testimonianze e presenze nel nostro territorio”, un percorso espositivo dedicato alla figura del Santo di Assisi e all’eredità spirituale e culturale che il francescanesimo ha lasciato nella nostra terra.

L’esposizione intende offrire ai fedeli e ai visitatori l’opportunità di ammirare e conoscere dipinti, statue, suppellettili liturgiche e altri manufatti che raccontano la devozione a san Francesco e la presenza francescana nel territorio della diocesi.

La città di Lucera, che nei secoli ha accolto tutti e tre i rami della famiglia francescana, insieme ai numerosi conventi presenti nei paesi della diocesi, conserva una preziosa memoria dell’opera educativa, pastorale e spirituale svolta dai Frati Minori, dai Frati Minori Conventuali e dai Frati Minori Cappuccini. Il loro servizio ha contribuito in modo significativo alla formazione umana e cristiana di intere generazioni.

Per questa occasione sono state raccolte opere provenienti dai conventi di San Marco la Catola e di Castelnuovo della Daunia, dalla Basilica di San Francesco di Lucera, dall’ex convento dei Frati Minori di Celenza Valfortore, dalla Confraternita della Santa Croce di Lucera e da collezioni private. Si tratta di testimonianze artistiche e devozionali che documentano la profonda impronta lasciata dalla spiritualità francescana nel corso dei secoli.

Anche quest’anno la mostra rappresenta il tradizionale contributo culturale inserito nel programma delle feste patronali della città di Lucera.

L’inaugurazione è fissata per mercoledì 13 agosto 2026, alle ore 20.00, presso il Museo del Palazzo Vescovile di Lucera.

don Luigi Tommasone
delegato diocesano per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto