Al tradizionale incontro con le Autorità per “la consegna delle chiavi a Maria, patrona nostra” nella vigilia della festa grande dell’Assunta il 14 agosto, monsignor Vescovo ha proposto la riflessione di cui riportiamo alcune “note”.
Le chiavi servono ai singoli e alle comunità per chiudere o per aprire.
Per chiudere
- nell’angustia della autoreferenzialità
- nel guscio dell’egoismo
- nell’idolatria del potere
- nella brama del possesso
- nell’individualismo del tornaconto individuale
- nella illusione della menzogna e dell’inganno
- nella stupidità delle furbizie
- nella meschinità dell’orizzonte terreno.
Per aprire
- alla generosità che sa di Dio
- alla gratuità oggi sconosciuta
- all’amore che realizza in pienezza
- al servizio del bene comune
- alla fede nel Dio della vita
- al rendimento di grazie per i doni ricevuti
- alla speranza di un mondo migliore
- alla obbedienza cordiale alla divina volontà
- all’attesa del “cielo” come compimento dell’esistenza terrena.
Consegniamo a Maria, patrona nostra, “che Dio, nella sua bontà, ha fatto dispensatrice della sua misericordia”, le chiavi della nostra esistenza e quelle del nostro popolo perché apra e tenga ben aperti i cuori all’azione dello Spirito Santo, quindi alla giustizia e alla pace. Affidiamoci “a lei, diventiamo nelle sue mani strumento della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio”.







