"Pasqua è vita, la propria vita, resa autentica opera d'arte"

Il Vescovo, al termine della Via Crucis

A conclusione della Via Crucis tenutasi in Cattedrale il 22 marzo 2024, mons. Vescovo ha terminato l’azione liturgica con le seguenti parole.


Pasqua

sangue versato per ammorbidire la durezza del cuore
sangue dipinto per schivare gli schizzi della morte
sangue colato per soddisfare la sete di immortalità

agnello mangiato a nutrimento della fretta della fuga
pane non lievitato per il concepimento della libertà
erbe amare a memoria della tristezza della lontananza

acqua che sazia il bisogno di compagnia e di amicizia
acqua che lava le aridità umane dalle invasive schiavitù
acqua che distoglie dalla paura della mancanza

contestazione verace del celato furore dello scettico
contestazione solidale dell’illusione e dell’isolamento del razionalista
contestazione ardente del dubbio coltivato e ben venerato

vittoria sul deserto dei cammini solitari e delle ripugnanti mediocrità
vittoria sulle insidiose idolatrie e sui ricorrenti tradimenti
vittoria sulle pietre e i macigni dell’inimicizia

lacerazione dell’apparente innocenza dell’ateo
obbedienza dei figli raccolti ed accompagnati
sapienza che mostra il senso del cuore e lo sbocco della vita

rivelazione dell’inconoscibile rivelato
stupore per l’invisibile svelato
perdono abbondante per l’imperdonabile

vita che si impone con lievità
vita che rinasce nella chiarezza della luce
vita che risorge più forte di sempre
vita, la propria vita, resa autentica opera d’arte.